La quantizzazione è una delle funzionalità più interessanti dei sequencer più evoluti come Cubase.

Non si tratta di una funzionalità intrinseca nello standard midi ma bensì una interpretazione semi-intelligente del programma che, dietro vostra scrupolosa indicazione, si preoccuperà di mettere a tempo tutte le note della vostra esecuzione.

Per essere sicuri che il programma, anzichè migliorare le cose, non faccia danni, dobbiamo tenere presente che innanzitutto la nostra esecuzione deve essere il più vicino possibile al clic del metronomo, inutile sperare che il sistema metta a posto i nostri “fuori tempo” se non abbiamo suonato con un clic o se anticipiamo di 2/4 la battuta successiva. Altra cosa importante è quella di avere delle nozioni relative alla divisione e cioè sapere cosa si intende per misura e per battuta anche se, con un pò di pratica, lo si apprende per forza di cose provando e sperimentando.

Passiamo ad un esempio pratico: supponiamo di suonare una nota su tastiera midi e registrarla su sequencer cercando di eseguirla precisamente sul secondo quarto della battuta. E’ chiaramente impossibile che la nota sia suonata precisamente sul tempo che noi vogliamo, ci sarà sempre uno scarto di tempo (anche infinitesimo e quindi impercettibile) tra la nota suonata e il valore voluto. Ora quantizzando con un valore = ¼ si avrà l’effetto che la nota suonata verrà spostata ( e quindi eseguita)in modo da cadere perfettamente sul quarto. Da qui si capisce l’importanza di una giusta impostazione della risoluzione della quantizzazione, se abbiamo un fraseggio che procede per ottavi non possiamo quantizzare con un valore = ¼ perché in questo modo la funzione raggrupperà più note sul valore dei quarti. La funzione di quantizzazione può risultare fredda o meccanica, poiché toglie di espressività l’esecuzione. Per questo sono state introdotte alcune variazioni alla quantizzazione. Un modo per rendere meno duro l’effetto di quantizzazione è quello di non riallineare perfettamente le note alla risoluzione voluta, ma solo di avvicinarle di una certa quantità. Un altro (spesso chiamato groove quantize) è quello di usare come modello di quantizzazione uno diverso dalla divisione matematica del tempo ( prendendo per esempio come riferimento esecuzioni dal vivo di batterie ecc.), in questo modo la non precisione da un effetto più realistico.

Vediamo esempi corredati da immagini:

Nell’immagine in alto la prima misura va dal 5 al 6 (barra evidenziata in blu in alto) divisa in 4 battute e la nostra esecuzione ha proprio fatto pena. Come vedete quasi tutti i rettangolini (che corrispondono alle note ed alla durata delle stesse) non sono allineati alle griglie, molti sono spostati, anche di parecchio.

Osservate la parte selezionata col pallino giallo che indica il parametro Quantize del Key Editor di Cubase (raggiungibile doppio cliccando sulla traccia midi); come vedete è impostato su 1/8 quindi il sequencer ci organizza la griglia in maniera tale da suddividere ogni battuta in due righe in maniera tale che su un tempo di 4/4 rientrino esattamente otto righe sulle quali allineare le note… adesso l’allineamento può anche esser fatto manualmente trascinando i rettangolini alla linea (si agganciano in automatico) oppure, in automatico, selezionando tutte le note per poi, dal menu MIDI, scegliere la voce OVER QUANTIZE.

Ecco il risultato

Adesso i rettangoli sono perfettamente allineati alla griglia. Utenti più esigenti potranno poi modificare i parametri di quantizzazione attraverso la funzione accessibile dal menu MIDI, QUANTIZE SETUP, ed impostarla in maniera tale che il software sia leggermente più “impreciso” nell’allineamento per dare l’idea di un’esecuzione più “umana”.
Riguardo la risoluzione, nel caso dell’esempio l’impostazione 1/8 andava bene, se avessimo impostato 1/16 molte di quelle note non sarebbero state allineate correttamente perchè magari più vicine alla griglia del 2° sedicesimo anzichè del primo, se su 1/4 gli ottavi si sarebbero raggruppati sui quarti. Nella figura in basso potete vedere la griglia impostata su 1/16 (ogni battuta contiene 4 righe anzichè 2), le note indicate con la X non sono state allineate correttamente perchè più vicine al secondo sedicesimo:

Nell’esempio abbiamo visto come quantizzare le ottave ma esistono anche 16esimi, 32esimi, 64esimi, 128esimi e quarte nonchè terzine di ottavi, di sedicesimi etc… certo, capiterà che per alcune esecuzioni la quantizzazione sarà più impegnativa da configurare quantizzazione che, cmq, è bene usare con parsimonia giusto per evitare che la nostra song sembri troppo finta… il quantize è essenziale per quegli strumenti che richiedono precisione come la batteria ed il basso ad esempio ma può essere controproducente per una parte di pianoforte in cui sono proprie le piccole imperfezioni a renderla perfetta.