Eccoci ad una delle parti più delicate della nostra guida. Sappiate infatti che qualsiasi software in quanto bene immateriale possiamo cambiarlo od aggiornarlo, ma lo stesso non si può dire per l’hardware, ovverosia i pezzi “fisici” che compongono la nostra attrezzatura. Per questa ragione è bene essere assolutamente consapevoli di cosa si acquista per evitare che al primo crash i fanboy di Apple non abbiano la scusa per dirci: era meglio se prendevi un MAC.

Non c’è niente di più demotivante per chi si avvicina al mondo dell’home recording di un computer che non riesca a reggere il peso di un comune software per la registrazione in multitraccia o che faccia crashare software e sistema operativo proprio mentre registriamo la nostra idea migliore; insomma, anche se il nostro non sarà lo studio di un ingegnere del suono degli Abbey Road Studios, scegliere una componentistica adeguata senza spendere un patrimonio non è impossibile.

Per comodità ho suddiviso questa guida in sotto-articoli d’approfondimento: se preferite consultare delle configurazioni pronte all’uso andate su questo indirizzo, in caso contrario seguiteci nella lettura.

SCEGLIAMO I PEZZI PER IL COMPUTER

A meno che non vogliate affidarvi a degli assemblatori professionisti in materia (basta cercare su google o ebay il termine DAW pc e ne trovate un bel po’) bisogna che vi mettiate in testa una cosa: per la vostra DAW state già risparmiando scegliendo un PC quindi scordatevi di risparmiare anche sui suoi pezzi; ogni singolo componente, anche il dissipatore, dev’essere di qualità, questo non significa spendere migliaia di euro in più ma di affidarsi alle marche più affidabili (che nel mondo dei computer sono quelle che fanno la differenza) anche se a parità di “specifiche” ci sono componenti di altre sottomarche che costano meno, insomma, non è come fare la spesa al supermercato.

Dopo la doverosa premessa iniziamo a capire cosa ci serve per assemblare la nostra DAW!

Anzitutto ci occorre il case, poi l’alimentatore, la scheda madre, il processore, la memoria RAM, la scheda video, gli hard disk ed il “ventolame” (il sistema di raffreddamento).

Nell’occasione ho preparato una lista dei prodotti più interessanti con un link diretto allo store di Amazon che mi premierà con una piccola commissione utile a sostenere le spese di gestione di questo sito… quindi grazie anticipatamente se comprerete cliccando su questi link.

Indice della guida all’assemblaggio

N.B. le successive sezioni stanno per essere allestite in sottosezioni. Per il momento potete consultare la vecchia organizzazione scorrendo questa pagina.

… ED INFINE:

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Mouse, tastiera e monitor: qui potete scegliere anche in base ai gusti personali, tastiera e mouse devono essere coi fili perchè le frequenze wireless potrebbero disturbare microfoni e casse. Vi consiglio il set di tastiera e mouse di Microsoft che costa meno di 20€ su Amazon e due bei monitor Samsung, LG ed Asus da almeno 21°, ne trovate un nutrito elenco a questo indirizzo. Perchè due monitor? Perchè con le moderne schede video potete collegare due monitor ed usarli come fossero uno solo… immaginate di tenere il sequencer nel monitor di sinistra e sulla destra il mixer, o uno strumento virtuale, o un plugin… se iniziate a lavorare così vedrete che non potrete più farne a meno.

Sistema operativo: per quanto male se ne parli io con Windows 10 mi trovo alla grande, ma non provateci se non montate almeno 8Gb di RAM.

EQUIPAGGIAMO LA DAW

Adesso passiamo all’hardware per il nostro sistema di editing. Innanzitutto è bene chiarire il concetto di ASIO.

ASIO Color

La parola è l’acronimo di Audio Stream Input/Output ed è una tecnologia sviluppata da Steinberg – nota casa tedesca produttrice di software per la gestione di dati audio – che consente di gestire lo streaming audio e di sincronizzare gli input di una scheda audio.
I driver ASIO sono necessari per l’utilizzo di Cubase e di altri software su pc e Mac.

Per essere assolutamente certi di non avere problemi di latenza (ritardo) nelle vostre registrazioni e per ottenere performance superiori nella registrazione multitraccia, una scheda dedicata alle registrazioni con sequencer deve essere necessariamente dotata di questo driver. I problemi più comuni di una scheda che non supporta l’ASIO sono:

  • latenza sui plugin: un semplice effetto di reverbero applicato ad un canale non verrà applicato in tempo reale al segnale entrante, significa che cantando con il monitoring attivato sentiremo la nostra voce arrivare in ritardo rispetto al momento in cui eseguiamo la parte
  • latenza con le tastiere MIDI: i suoni generati via midi tramite una tastiera muta verranno riprodotti in ritardo, specialmente se trattasi di VSTi (strumenti virtuali)
  • performance scadenti: nel playback delle tracce (specialmente su più piste) si verificherebbero click e crackling.

Prima di acquistare una scheda da dedicare alle registrazione, verificare che siano presenti i driver ASIO, requisito indispensabile per registrazioni con Cubase e molti altri software di sequencing.

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Le schede audio possono essere di 2 tipi, pci o esterne (usb o firewire, quest’ultimo ormai obsoleto). Le prime vanno montate nell’apposito slot all’interno del computer e spesso hanno un box esterno per i collegamenti o un semplice cavo chiamato breakout, le seconde sono periferiche esterne che contengono tutte le connessioni e la tecnologia all’interno del loro case e vengono collegate al computer tramite connessioni USB, FIREWIRE (obsoleto) o THUNDERBOLT. Le schede esterne sono oggigiorno la soluzione più utilizzata non solo in ambito home recording..

Solitamente sia le schede esterne che le interne hanno incorporate le connessioni sia per l’audio in ingresso che per l’audio in uscita. Le differenze possono sorgere nel tipo di ingresso e specialmente nella buona fattura dei convertitori (ricordiamoci che il segnale in ingresso come quello in uscita è sempre analogico, pertanto tanto migliore sarà il convertitore da analogico a digitale e viceversa, tanto più efficiente sarà la risposta della scheda in fase di registrazione e riproduzione).
Il segnale di ingresso audio può essere del tipo bilanciato, con ingresso su connettore XLR o JACK bilanciato, o sbilanciato con ingresso su connettore tipo RCA o JACK sbilanciato. Le linee di tipo bilanciato sono d’obbligo per quanto riguarda gli ingressi da destinare ai microfoni per la ragione che spiegheremo.

Le linee di tipo bilanciato

XLR[1]

Anche se tutti i cavi audio, tranne i cavi degli altoparlanti, sono schermati, lo schermo che protegge il segnale contro i disturbi di tipo elettromagnetico non è mai perfetto.
Un meccanismo semplice per supplire a questa carenza è costituito dalla linea bilanciata.
Tale meccanismo è possibile utilizzando due conduttori anziché uno; tali conduttori vanno solitamente intrecciati e posizionati all’interno di un singolo schermo.
Lo standard internazionale prevede, considerando ad esempio un connettore XLR, il collegamento del Pin 2, che porta un segnale indicato come hot o positivo, e il collegamento del Pin 3 che porta un segnale cold o negativo.

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Nella figura in alto presa dalla nuova interfaccia di Arturia, l’Audio Fuse (purtroppo ancora non in commercio), potete rendervi conto delle connessioni tipiche di una buona scheda esterna. In questo caso abbiamo INPUT 1 ed INPUT 2 capaci di accogliere sia cavi XLR che cavi JACK (naturalmente bilanciati).

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In alto troviamo invece il retro dell’ottima Motu Audio Express, i due ingressi circolari a sinistra servono per il collegamento di periferiche MIDI: il MIDI IN serve per ricevere i segnali dalla tastiera mentre il MIDI OUT può pilotare synth o moduli esterni, utile nel caso in cui desideriamo prelevare i suoni dal nostro synth senza utilizzare quelli del computer. I connettori per l’audio in ingresso si trovano invece nella parte destra e possono accogliere anche qui sia cavi XLR che JACK, disponibili altre due connessioni (solo JACK) a fianco.  Nello stesso pannello troviamo anche i connettori (sempre bilanciati) per le uscite che in questo caso sono due. Questa scheda può essere collegata al computer sia tramite Firewire che USB, le schede di questo tipo vengono definite ibride.


LE SCHEDE AUDIO

A questo indirizzo trovate un elenco delle migliori schede low budget attualmente disponibili nel mercato.

Eccovi una lista dei produttori di schede audio, se avete bisogno di qualche consiglio per l’acquisto contattatemi senza problemi.

ARTURIA

Il produttore francese è da poco entrato nel mondo della scheda audio con un prodotto rivoluzionario chiamato AudioFuse che stupisce, per qualità, persino i professionisti. A questo indirizzo trovate una mia recensione del prodotto.

RME

Niente da dire… Ho lavorato per molto tempo con una PCI e in termini di stabilità e qualità ritengo siano le migliori in assoluto. Gestione dei driver ASIO eccellente, qualità registrazione eccellente, stabilità generale: ingeneroso chiedere di più, semmai meglio prendersela con Windows e con i software di sequencing.

MOTU

Una validissima alternativa alle RME (nel mio setup c’è stata una eccellente 828 MK3). Alcuni modelli sono anche diventati punti di riferimento per alcuni fonici.

FOCUSRITE

Driver Asio eccellenti e preamplificatori di qualità molto elevata con un rapporto qualità prezzo insuperato.

STEINBERG

La casa madre di Cubase realizza una linea di interfacce audio caratterizzate da eccellente stabilità e da convertitori di discreta fattura sviluppati da Yamaha. Il vantaggio di una Steinberg è anche quello di integrarsi completamente con Cubase.


PREAMPLIFICATORI E CHANNEL STRIP

Sebbene schede di buon livello come le FocusRite, le MOTU o le RME abbiano già dei preamplificatori di eccellente qualità, l’acquisto di un pre per il nostro home studio non è mai una scelta sbagliata ma attenzione, se non spendiamo sopra i 1000€ allora teniamoci i preamplificatori della scheda perchè la differenza sarà appena percettibile.

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Se avete 2000€ da spendere questo Neve 1073 è un vero e proprio gioiello. Due preamplificatori microfonici che faranno suonare il vostro microfono come nessuno.

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Con 2.600€ invece vi aggiudicate questa meraviglia. L’Avalon AD2022

Esistono poi i Channel Strip che non sono altro che preamplificatori con integrate altre utili funzioni quali equalizzatori, compressori, enhancer, de esser. Personalmente sono contrario a questo tipo di macchine in quanto è bene che il suono in ingresso sia quanto più “flat” possibile in modo da poterlo lavorare successivamente coi plugin.


MONITOR DI RIFERIMENTO

Anche in uno studio di registrazione casalingo è bene dotarsi di casse monitor per l’ascolto. Le comuni casse hi-fi come anche i bestioni da palco non sono adatti ad uno studio dacché una buona cassa d’ascolto deve consentire a chi effettua la registrazione e il successivo missaggio, di ascoltare tutte le frequenze in maniera “neutra” in modo che il prodotto finito possa suonare bene in qualsiasi tipo di impianto, dalla radiolina della nonna all’impianto in macchina.

Il mercato delle casse monitor propone oggi diversi modelli a prezzi non esorbitanti. Innanzitutto è bene scegliere se si desiderano delle casse attive o passive; nel primo caso non abbiamo bisogno di un ulteriore amplificatore: molti optano per quest’ultimo tipo.

La scelta dei monitor è estremamente soggettiva, devono piacere all’orecchio, bisogna capire subito se sono le casse giuste magari facendo suonare un cd che siamo abituati a sentire nel nostro impianto stereo. Non serve che i monitor siano casse potenti, l’importante è che attraverso di esse si riesca a percepire distintamente ogni frequenza e che questa non sia in alcun modo esaltata.

La scelta per il mio setup è caduta su una coppia di Yamaha HS5 che trovate a poco più di 250€. Eccole:

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Il modello più potente è quello delle HS8 in vendita a poco più di 500€

Altre casse molto gettonate sono le KRK ROKIT. Il modello RP8 G2 costa quasi 500€. Eccole qui sotto:

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Se poi volete il top allora andate su Genelec, Adam, DynAudio ma la decisione spetta comunque al vostro orecchio. Pensate che per moltissimo tempo le casse di riferimento per molti tecnici del suono sono state le Yamaha Ns10, monitor che la Yamaha inizialmente aveva messo in dotazione di un Compact Stereo da due soldi e che inaspettatamente si sono rivelate preziose per fonici del calibro di Alan Parson.


MICROFONI

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La scelta dei giusti microfoni è l’ultimo dei passi che un tecnico del suono alle prime armi deve fare per poter cominciare a lavorare. Sicuramente avete già sentito parlare del fatto che ogni microfono è in grado di ricevere una sua gamma di frequenze in modo tale da poter catturare un particolare strumento con la maggiore precisione possibile. Gli SM57 della SHURE (poco più di 100€) ad esempio sono ottimi per la registrazione di chitarre elettriche o bassi dagli ampli nonchè di ottoni, legni, tom e rullanti da batteria, mentre gli SM81, sempre SHURE (più di 500€) sono eccellenti per registrare gli strumenti acustici come le chitarre classiche e folk, mentre per la voce in molti utilizzano microfoni a condensatore: sui modelli ad alto costo i Neumann ma potete avere anche ottimi risultati con la fascia economica dei RODE come ad esempio l’ottimo NT1-a che viene venduto a poco più di 150€ con il filtro antipop ed il ragno… la scelta relativa al microfono deve essere fatta partendo dal budget a disposizione; certo, microfonare ogni singolo pezzo della batteria potrebbe essere dispendioso ma leggendo la sezione dedicata scoprirete che per effettuare riprese discrete è possibile anche utilizzare 3 microfoni.


TASTIERA MIDI

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Una o più tastiere midi, master o sinth, sono una componente essenziale se decidete di operare con i banchi suoni presenti nel synth della vostra scheda audio o in software come i VST. Nel caso in cui possediate un synth potete utilizzarlo sia per pilotare i suoni del computer sia in maniera tale che sia il sequencer stesso a pilotare la tastiera utilizzando i suoni a bordo. Per far questo bisogna verificare le connessioni normalmente sul retro della tastiera… in buona parte dei sinth sono presenti 3 connessioni circolari con su scritto MIDI IN , MIDI OUT, e MIDI THRU … ebbene il primo va collegato al connettore MIDI OUT della scheda audio e serve a ricevere gli impulsi dal sequencer, il secondo va collegato invece al connettore MIDI IN e serve ad inviare gli impulsi al sequencer e cioè farlo suonare direttamente dal computer con i suoni del sinth stesso, il terzo invece serve per collegare altre periferiche a cascata.

Con l’avvento dei sequencer software e dei dispositivi portatili come iPad, molte tastiere vengono commercializzate per fungere solo da controller, non hanno quindi alcun suono ma servono a pilotare dispositivi esterni. I produttori hanno potuto quindi investire in altri aspetti del dispositivo come ad esempio i controller, dotando tali tastiere mute di un’infinita di controlli.

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La tastiera in alto è la KeyLab 61 di Arturia, una delle migliori master keyboard che il mercato offre oggi e che Amazon vende a poco più di 400€. Con questa tastiera potrete controllare moltissimi aspetti degli strumenti virtuali che utilizzerete per le vostre composizioni (non solo Arturia)… con le drawbar virtuali potrete suonare un hammond virtuale come se fosse vero mentre le rotelline (knob) vi permetteranno di modificare in tempo reale i suoni di qualsiasi sintetizzatore software.

Siamo quindi giunti alla fine di questo approfondimento, spero che il tutto sia stato sufficientemente esaustivo. Non esitate a contattarmi nel caso in cui possa servirvi una consulenza più approfondita in merito. Se poi acquistate i vostri prodotti su Amazon utilizzando i link di questa pagina, mi garantite una piccola percentuale che mi sarà utile per proseguire il lavoro su questo sito, su quest’aspetto vi ringrazio per la collaborazione.