tratto da CDM (http://createdigitalmusic.com/2016/01/remembering-david-bowies-legacy-in-videos/)

Ci sono artisti che vengono ricordati per il loro impatto culturale, per la potenza della loro identità o della loro produzione musicale. David Bowie è probabilmente una di quelle poche personalità che riassume tutti e tre questi aspetti, dai piccoli dettagli che puoi riscontrare in una produzione teatrale ai concetti innovativi estrepssi nel campo della moda fino all’approccio assolutamente esaustivo che si rivela nei suoi lavori in studio.

Bowie era un maniaco del lavoro, è una di quelle persone che ha fatto molto più di quello che si aspetta normalmente da un essere umano.

L’aspetto più incredibile è che tutto quello che ha fatto è diventato un’opera d’arte ed è questa la percezione che ha lasciato nei suoi collaboratori; il produttore e collaboratore Tony Visconti ha commentato via Facebook: ha sempre fatto quello che voleva fare, scegliendo il suo modo e la via migliore per raggiungerlo. La sua morte non è stata diversa dalla sua vita: un’opera d’arte. Ha fatto Blackstar per noi, il suo regalo d’addio. Era un uomo straordinario, pieno di amore e di vita. Egli sarà sempre con noi. Adesso, è opportuno solo piangerlo.

In questo articolo raccolgo alcuni momenti di Bowie al lavoro; cominciamo dalla Germania, con un’intervista televisiva dove David parla della nascita di una canzone paragonando quel momento alla nascita di un bambino. La conversazione si sposta poi su quanto Berlino significasse per lui.

Da Colonia:

In quest’altro video troviamo la versione uncutted dell’intervista per la defunta ZDTV dove Bowie parla delle chat su Internet degli anni 90, di discoteche e di avatar. Naturalmente la parte interessante è quando ci fa ascoltare alcune parti vocali:

Tony Visconti è uno dei personaggi che è stato maggiormente a contatto con Bowie. Interessante l’intervista rilasciata al Red Bull Music Academy di quei momenti:

L’intervista a seguire del 1996 è qualcosa di molto speciale, a partire da quando David inizia a parlare della musica e delle persone che non sono in grado di sentire.

Nel 2002 parla alla NBC di come egli stesso abbia guidato la sua creatività e non le aspettative del suo pubblico:

“Noi siamo una buona band da club”, così dice in un’intervista del 1987; la sua spontaneità è tale da lasciar credere che si tratta solo di un tizio che gioca in una band e non uno dei più grandi artisti al mondo:

“Non ho niente a che fare con l’industria…” – “Cerco posti dove non sono mai stato… non posso davvero scrivere e produrre se mi trovo in un posto troppo rilassante. Ho bisogno di conflitti intorno a me”: questi alcuni dei suoi commenti in un’intervista con Jeremy Paxman del 2000.

“Lavoro con i sintetizzatori ma getto via i manuali” – in questo video spiega come un synth che suona sporco, fa i “crepitii e le scorregge” sia meglio di archi finti:

Il video seguente è stato realizzato dai fratelli McLeod che hanno creato l’animazione della registrazione di Varsavia: un momento divertente dove si prende di mira la questione dell’harmonizer Eventide e di come con questo si possa giocherellare col tessuto del tempo:

Ecco quindi un messaggio di auguri toccante da parte di Tony Visconti per il 69esimo compleanno di David trasmesso poco prima che morisse: