Eccoci ad una delle parti più delicate della nostra guida. Sappiate infatti che qualsiasi software in quanto bene immateriale possiamo cambiarlo od aggiornarlo, ma lo stesso non si può dire per l’hardware, ovverosia i pezzi “fisici” che compongono la nostra attrezzatura. Per questa ragione è bene essere assolutamente consapevoli di cosa si acquista in modo che al primo crash i fanboy di Apple non possano dirci: era meglio se prendevi un MAC.

Non c’è niente di più demotivante per chi si avvicina al mondo dell’home recording di un computer che non riesce a reggere il peso di un comune software per la registrazione in multitraccia o che faccia crashare software e sistema operativo proprio mentre registriamo la nostra idea migliore; insomma, anche se il nostro non sarà lo studio di un ingegnere degli suono, allestirlo con un computer adeguato non ci comporta di sicuro una spesa insostenibile.

Le DAW d’alto livello richiedono almeno un i7 di ultima generazione (quelli contrassegnati dalla sigla X) con socket LGA 2066; una motherboard con chipset X299 e 128Gb di RAM DDR4 in quad-channel completano poi la dotazione di quello che sarebbe sicuramente un supercomputer. Possiamo accontentarci anche di molto meno: vediamo come!

(Se preferite consultare delle configurazioni pronte all’uso andate su questo indirizzo).

SCEGLIAMO I PEZZI PER IL COMPUTER

A meno che non vogliate affidarvi a degli assemblatori professionisti in materia (basta cercare su google o ebay il termine DAW pc e ne trovate una marea) bisogna che vi mettiate in testa una cosa: per la vostra DAW state già risparmiando scegliendo un PC quindi scordatevi di risparmiare anche sui suoi pezzi; ogni singolo componente, anche il dissipatore, dev’essere di qualità, questo non significa spendere migliaia di euro in più ma di affidarsi alle marche (che nel mondo dei computer sono quelle che fanno la differenza) anche se a parità di “specifiche” ci sono altri pezzi che costano meno.

Dopo la doverosa premessa iniziamo a capire cosa ci serve per assemblare la nostra DAW: anzitutto ci servirà un case, poi l’alimentatore, una scheda madre, un processore, la memoria RAM, una scheda video, gli hard disk ed il “ventolame” (il sistema di raffreddamento).

Nell’occasione ho preparato una lista dei prodotti più interessanti (aggiornata a Novembre 2017) con un link diretto allo store di Amazon che mi premierà con una piccola commissione utile a sostenere le spese di gestione di questo sito… quindi grazie anticipatamente se comprerete cliccando su questi link.

Iniziamo con il Case e cioè il contenitore per il nostro PC

IL CASE (Cooler MasterThermaltake Corsair)

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Non prendete case piccoli, scegliete Mid Tower (fino a 45cm in altezza) o Full Tower (fino a 70cm in altezza) preferibilmente Cooler Master (una marca con la quale mi sono trovato sempre benissimo), Thermaltake Corsair. E’ importante che possiate inserire dai due, tre, quattro hard disk all’occorrenza quindi il case dev’essere spazioso e soprattutto ben ventilato. I case Cooler Master sono molto silenziosi, cosa importante specialmente per uno studio casalingo dove magari registrate nella stessa stanza in cui si trova il PC.

Ah, ricordate di non comprare case MicroATX, richiedono schede madri di una tipologia non adatta alla costruzione di una DAW decente!!!

I NOSTRI CONSIGLI

L’ALIMENTATORE (Cooler Master – Thermaltake – Enermax)

Thermaltake Toughpower Gold-Alimentatore Modulare, 850 W

A seguire l’alimentatore. Anche in questo caso preferite alimentatori attivi che mantengano la tensione di corrente costante senza causare sbalzi: Cooler Master fa ottimi alimentatori e soprattutto  li fa silenziosi, così come l’ottima ThermalTake e la Enermax. Optate per potenze superiori ai 500w: nel caso in cui montiate una scheda audio esterna che si alimenta col computer e tra hard disk, periferiche usb e tutto il resto, è la soluzione migliore. Alcuni sostengono che l’alimentatore dovrebbe essere in grado di sopportare il doppio della potenza effettivamente spesa. Se poi volete davvero mettervi al sicuro anche dagli sbalzi di tensione e da sofferenza dei circuiti prendete i modelli Platinum da 1000w come quelli prodotti dalla Enermax o Corsair, la certificazione Platinum negli alimentatori produce meno calore e consuma anche meno.

I NOSTRI CONSIGLI

altri alimentatori

SCHEDA MADRE (Asus o Gigabyte)

Asus è sicuramente un prodotto che garantisce affidabilità, robustezza e soprattutto performance anche se, negli ultimi anni, anche il marchio Gigabyte è riuscito a conquistarsi la fiducia dei suoi clienti. Entrambe quindi sono schede affidabili ed altamente compatibili con OS e software. Naturalmente dovete scegliere anche in base alla CPU che intendete montare. Su questo ci sarebbe da scrivere per un intero articolo… vi basti sapere che allo stato attuale la scelta più saggia cade su due tipologie di socket: 1151 o 2066; l’1151 è la soluzione più economica mentre la versione 2066 è la più prestante in assoluto ed accetta i nuovissimi processori della serie X di Intel (Skylake X o Kaby Lake X) che arrivano a ben 18 core. In basso vi proponiamo alcuni modelli di schede madre con socket  1151 (l’ultimo arrivato) o 2066 selezionate per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.

I NOSTRI CONSIGLI

MICROPROCESSORE

Inutile consigliarvi di prendere l’ultimo arrivato. Non ha senso. Costa troppo e dopo qualche mese può anche scendere di prezzo del 50%. Cercate di trovare un compromesso tra prezzo e progresso. Ad esempio, ad oggi il top sono i socket 2066 ma ha davvero poco senso spendere una cifra di 3 volte superiore a quella che spendereste con gli ottimi processori su socket 1151. A voi comunque la scelta che comunque è vincolata anche da quella legata alla scheda madre: se scegliete una motherboard con socket 2066 allora il vostro processore dovrà essere quello.
Un altro importante appunto legato al processore è il dissipatore… in alcuni casi Intel fornisce la ventola insieme alla CPU, in altri casi no, tuttavia per esperienza personale vi dico che conviene acquistare un dissipatore a parte in quanto quello di Intel oltre a non essere particolarmente utile è anche rumoroso.  Nei nostri consigli in basso vi proporremo CPU ordinate per potenza:

I NOSTRI CONSIGLI

MEMORIA RAM

Corsair Vengeance LED 4x8GB DDR4-3400 32GB

La ram è fondamentale per la vostra DAW. Oggi coi sistemi operativi a 64bit possiamo installarne in gran numero e con pochissima spesa. Una dotazione più che sufficiente per un utilizzo intenso con plugin e strumenti virtuali è di 16GB. Ricordate che anche per la RAM bisogna affidarsi a marche conosciute come Kingston o Corsair, solitamente il manuale della scheda madre contiene un elenco delle RAM testate e compatibili con la stessa scheda, può essere utile consultarlo. Ricordate, una RAM di cattiva qualità può essere responsabile anche dei crash improvvisi della vostra DAW.

I NOSTRI CONSIGLI

SCHEDA VIDEO

ASUS NVIDIA GeForce 210 silent graphics card with HDMI

Anche se lo scopo principale della nostra DAW è quella di operare con l’audio, ciò non significa che la scheda video debba essere di infima qualità. Al contrario, per evitare crash di sistema bisogna scegliere un prodotto Nvidia o Ati, GPU integrate in molte schede video attuali, scegliendo preferibilmente Asus.

I NOSTRI CONSIGLI

HARD DISK
Leggete anche la guida dedicata alla scelta dell’hard disk

Samsung MZ-V5P256BW Disco SSD 950 PRO NVMe M.2, 256 GB

Personalmente non ho avuto alcun problema con i Seagate quindi ritengo possano essere ottimi prodotti insieme ai Western Digital. Cercate solo di non scegliere il vostro hard disk sulla base dei “terabyte”. La vostra DAW impegnerà più risorse per leggere tutto da un hard disk da 2Tb che da due hard disk da 1Tb ciascuno. L’ideale è avere un hard disk per il sistema operativo, uno per i documenti ed infine uno per tutti i campioni e gli strumenti virtuali. Per il sistema operativo consiglio di scegliere un SSD (gli hard disk a stato solido) meglio ancora in tecnologia M2 per le schede madre che lo supportano.

I NOSTRI CONSIGLI

IL GRUPPO DI CONTINUITA’ (ups)

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Una DAW non dev’essere sprovvista di gruppo di continuità per varie ragioni: anzitutto il vostro impianto potrebbe soffrire di sbalzi di tensione dovuti alla rete che il vostro alimentatore (nonchè la componentistica interna del PC) non amano affatto, in secondo luogo durante i blackout sappiate che il vostro PC soffrirà dell’interruzione improvvisa della corrente (oltre a voi nel caso stavate lavorando su un progetto non ancora salvato)… a questo si aggiunga il rischio di bruciare la componentistica interna ed il rischio che un fulmine possa entrare nella vostra rete e tostare per bene la vostra DAW…. insomma… un gruppo di continuità ci vuole e basta.

Per ben scegliere un gruppo bisogna tener presente che dovrà tenere il carico di tutto quello che gli ha attaccate… un PC di ultima generazione può arrivare a consumare anche 500W (se non di più), un monitor a LED da 22 pollici può consumare fino a 30W, mentre una scheda audio esterna come una MOTU 828 può superare i 20W; se poi volete collegare anche i monitor audio il consumo complessivo della vostra DAW può anche toccare i 700W quindi vi servirà un gruppo di continuità di almeno 1400VA (normalmente in maniera molto spicciola basta raddoppiare i Watt per ottenere il valore approssimativo di VoltAmper che può essere sufficiente).

Attenzione… gli UPS non sono tutti uguali per via della tecnologia con la quale stabilizzano la tensione tra se stessi ed il computer. Se volete evitare che il vostro PC si spenga comunque anche sotto gruppo vi consiglio di acquistare solo gruppi di APC, una marca che negli anni si è conquistata una fama insuperabile.

Se pensate di non andare oltre i 500Watt di consumo prendete l’APC 950VA che può essere acquistato da Amazon a poco più di 100€, mentre se arrivate a consumi più alti mettevi al sicuro con un APC da 1400VA che costa quasi 150€.

Tenete presente che anche se il vostro alimentatore è da 600 Watt, difficilmente riuscirete a raggiungere tale consumo… diciamo che 600 è la soglia massima che la vostra macchina può consumare ma normalmente, a patto che non abbiate una scheda video da giocatori accaniti, un buon computer consuma 300 watt in media quindi un 950VA è più che sufficiente.

Consiglio UPSAPC 950VA da Amazon a 100€

… ED INFINE:

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Mouse, tastiera e monitor: qui potete scegliere anche in base ai gusti personali, tastiera e mouse devono essere coi fili perchè le frequenze wireless potrebbero disturbare microfoni e casse. Vi consiglio il set di tastiera e mouse di Microsoft che costa meno di 20€ su Amazon e due bei monitor Samsung, LG ed Asus da almeno 21°, ne trovate un nutrito elenco a questo indirizzo. Perchè due monitor? Perchè con le moderne schede video potete collegare due monitor ed usarli come fossero uno solo… immaginate di tenere il sequencer nel monitor di sinistra e sulla destra il mixer, o uno strumento virtuale, o un plugin… se iniziate a lavorare così vedrete che non potrete più farne a meno.

Sistema operativo: per quanto male se ne parli io con Windows 10 mi trovo alla grande, ma non provateci se non montate almeno 8Gb di RAM.

EQUIPAGGIAMO LA DAW

Adesso passiamo all’hardware per il nostro sistema di editing. Innanzitutto è bene chiarire il concetto di ASIO.

ASIO Color

La parola è l’acronimo di Audio Stream Input/Output ed è una tecnologia sviluppata da Steinberg – nota casa tedesca produttrice di software per la gestione di dati audio – che consente di gestire lo streaming audio e di sincronizzare gli input di una scheda audio.
I driver ASIO sono necessari per l’utilizzo di Cubase e di altri software su pc e Mac.

Per essere assolutamente certi di non avere problemi di latenza (ritardo) nelle vostre registrazioni e per ottenere performance superiori nella registrazione multitraccia, una scheda dedicata alle registrazioni con sequencer deve essere necessariamente dotata di questo driver. I problemi più comuni di una scheda che non supporta l’ASIO sono:

  • latenza sui plugin: un semplice effetto di reverbero applicato ad un canale non verrà applicato in tempo reale al segnale entrante, significa che cantando con il monitoring attivato sentiremo la nostra voce arrivare in ritardo rispetto al momento in cui eseguiamo la parte
  • latenza con le tastiere MIDI: i suoni generati via midi tramite una tastiera muta verranno riprodotti in ritardo, specialmente se trattasi di VSTi (strumenti virtuali)
  • performance scadenti: nel playback delle tracce (specialmente su più piste) si verificherebbero click e crackling.

Prima di acquistare una scheda da dedicare alle registrazione, verificare che siano presenti i driver ASIO, requisito indispensabile per registrazioni con Cubase e molti altri software di sequencing.

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Le schede audio possono essere di 2 tipi, pci o esterne (usb o firewire, quest’ultimo ormai obsoleto). Le prime vanno montate nell’apposito slot all’interno del computer e spesso hanno un box esterno per i collegamenti o un semplice cavo chiamato breakout, le seconde sono periferiche esterne che contengono tutte le connessioni e la tecnologia all’interno del loro case e vengono collegate al computer tramite connessioni USB, FIREWIRE (obsoleto) o THUNDERBOLT. Le schede esterne sono oggigiorno la soluzione più utilizzata non solo in ambito home recording..

Solitamente sia le schede esterne che le interne hanno incorporate le connessioni sia per l’audio in ingresso che per l’audio in uscita. Le differenze possono sorgere nel tipo di ingresso e specialmente nella buona fattura dei convertitori (ricordiamoci che il segnale in ingresso come quello in uscita è sempre analogico, pertanto tanto migliore sarà il convertitore da analogico a digitale e viceversa, tanto più efficiente sarà la risposta della scheda in fase di registrazione e riproduzione).
Il segnale di ingresso audio può essere del tipo bilanciato, con ingresso su connettore XLR o JACK bilanciato, o sbilanciato con ingresso su connettore tipo RCA o JACK sbilanciato. Le linee di tipo bilanciato sono d’obbligo per quanto riguarda gli ingressi da destinare ai microfoni per la ragione che spiegheremo.

Le linee di tipo bilanciato

XLR[1]

Anche se tutti i cavi audio, tranne i cavi degli altoparlanti, sono schermati, lo schermo che protegge il segnale contro i disturbi di tipo elettromagnetico non è mai perfetto.
Un meccanismo semplice per supplire a questa carenza è costituito dalla linea bilanciata.
Tale meccanismo è possibile utilizzando due conduttori anziché uno; tali conduttori vanno solitamente intrecciati e posizionati all’interno di un singolo schermo.
Lo standard internazionale prevede, considerando ad esempio un connettore XLR, il collegamento del Pin 2, che porta un segnale indicato come hot o positivo, e il collegamento del Pin 3 che porta un segnale cold o negativo.

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Nella figura in alto presa dalla nuova interfaccia di Arturia, l’Audio Fuse (purtroppo ancora non in commercio), potete rendervi conto delle connessioni tipiche di una buona scheda esterna. In questo caso abbiamo INPUT 1 ed INPUT 2 capaci di accogliere sia cavi XLR che cavi JACK (naturalmente bilanciati).

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In alto troviamo invece il retro dell’ottima Motu Audio Express, i due ingressi circolari a sinistra servono per il collegamento di periferiche MIDI: il MIDI IN serve per ricevere i segnali dalla tastiera mentre il MIDI OUT può pilotare synth o moduli esterni, utile nel caso in cui desideriamo prelevare i suoni dal nostro synth senza utilizzare quelli del computer. I connettori per l’audio in ingresso si trovano invece nella parte destra e possono accogliere anche qui sia cavi XLR che JACK, disponibili altre due connessioni (solo JACK) a fianco.  Nello stesso pannello troviamo anche i connettori (sempre bilanciati) per le uscite che in questo caso sono due. Questa scheda può essere collegata al computer sia tramite Firewire che USB, le schede di questo tipo vengono definite ibride.

A questo indirizzo trovate un elenco delle migliori schede low budget attualmente disponibili nel mercato.

LE SCHEDE AUDIO

Eccovi una lista dei produttori di schede audio, se avete bisogno di qualche consiglio per l’acquisto contattatemi senza problemi.

ARTURIA

Il produttore francese è da poco entrato nel mondo della scheda audio con un prodotto rivoluzionario chiamato AudioFuse che stupisce, per qualità, persino i professionisti. A questo indirizzo trovate una mia recensione del prodotto.

RME

Niente da dire… Ho lavorato per molto tempo con una PCI e in termini di stabilità e qualità ritengo siano le migliori in assoluto. Gestione dei driver ASIO eccellente, qualità registrazione eccellente, stabilità generale: ingeneroso chiedere di più, semmai meglio prendersela con Windows e con i software di sequencing.

MOTU

Una validissima alternativa alle RME (nel mio setup c’è stata una eccellente 828 MK3). Alcuni modelli sono anche diventati punti di riferimento per alcuni fonici.

 

FOCUSRITE

Driver Asio eccellenti e preamplificatori di qualità molto elevata con un rapporto qualità prezzo insuperato.

 

STEINBERG

La casa madre di Cubase realizza una linea di interfacce audio caratterizzate da eccellente stabilità e da convertitori di discreta fattura sviluppati da Yamaha. Il vantaggio di una Steinberg è anche quello di integrarsi completamente con Cubase.

 

Preamplificatori e channel strip

Sebbene schede di buon livello come le FocusRite, le MOTU o le RME abbiano già dei preamplificatori di eccellente qualità, l’acquisto di un pre per il nostro home studio non è mai una scelta sbagliata ma attenzione, se non spendiamo sopra i 1000€ allora teniamoci i preamplificatori della scheda perchè la differenza sarà appena percettibile.

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Se avete 2000€ da spendere questo Neve 1073 è un vero e proprio gioiello. Due preamplificatori microfonici che faranno suonare il vostro microfono come nessuno.

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Con 2.600€ invece vi aggiudicate questa meraviglia. L’Avalon AD2022

Esistono poi i Channel Strip che non sono altro che preamplificatori con integrate altre utili funzioni quali equalizzatori, compressori, enhancer, de esser. Personalmente sono contrario a questo tipo di macchine in quanto è bene che il suono in ingresso sia quanto più “flat” possibile in modo da poterlo lavorare successivamente coi plugin.

Casse monitor

Anche in uno studio di registrazione casalingo è bene dotarsi di casse monitor per l’ascolto. Le comuni casse hi-fi come anche i bestioni da palco non sono adatti ad uno studio dacché una buona cassa d’ascolto deve consentire a chi effettua la registrazione e il successivo missaggio, di ascoltare tutte le frequenze in maniera “neutra” in modo che il prodotto finito possa suonare bene in qualsiasi tipo di impianto, dalla radiolina della nonna all’impianto in macchina.

Il mercato delle casse monitor propone oggi diversi modelli a prezzi non esorbitanti. Innanzitutto è bene scegliere se si desiderano delle casse attive o passive; nel primo caso non abbiamo bisogno di un ulteriore amplificatore: molti optano per quest’ultimo tipo.

La scelta dei monitor è estremamente soggettiva, devono piacere all’orecchio, bisogna capire subito se sono le casse giuste magari facendo suonare un cd che siamo abituati a sentire nel nostro impianto stereo. Non serve che i monitor siano casse potenti, l’importante è che attraverso di esse si riesca a percepire distintamente ogni frequenza e che questa non sia in alcun modo esaltata.

La scelta per il mio setup è caduta su una coppia di Yamaha HS5 che trovate a poco più di 250€. Eccole:

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Il modello più potente è quello delle HS8 in vendita a poco più di 500€

Altre casse molto gettonate sono le KRK ROKIT. Il modello RP8 G2 costa quasi 500€. Eccole qui sotto:

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Se poi volete il top allora andate su Genelec, Adam, DynAudio ma la decisione spetta comunque al vostro orecchio. Pensate che per moltissimo tempo le casse di riferimento per molti tecnici del suono sono state le Yamaha Ns10, monitor che la Yamaha inizialmente aveva messo in dotazione di un Compact Stereo da due soldi e che inaspettatamente si sono rivelate preziose per fonici del calibro di Alan Parson.

MICROFONI

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La scelta dei giusti microfoni è l’ultimo dei passi che un tecnico del suono alle prime armi deve fare per poter cominciare a lavorare. Sicuramente avete già sentito parlare del fatto che ogni microfono è in grado di ricevere una sua gamma di frequenze in modo tale da poter catturare un particolare strumento con la maggiore precisione possibile. Gli SM57 della SHURE (poco più di 100€) ad esempio sono ottimi per la registrazione di chitarre elettriche o bassi dagli ampli nonchè di ottoni, legni, tom e rullanti da batteria, mentre gli SM81, sempre SHURE (più di 500€) sono eccellenti per registrare gli strumenti acustici come le chitarre classiche e folk, mentre per la voce in molti utilizzano microfoni a condensatore: sui modelli ad alto costo i Neumann ma potete avere anche ottimi risultati con la fascia economica dei RODE come ad esempio l’ottimo NT1-a che viene venduto a poco più di 150€ con il filtro antipop ed il ragno… la scelta relativa al microfono deve essere fatta partendo dal budget a disposizione; certo, microfonare ogni singolo pezzo della batteria potrebbe essere dispendioso ma leggendo la sezione dedicata scoprirete che per effettuare riprese discrete è possibile anche utilizzare 3 microfoni.

TASTIERA MIDI

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Una o più tastiere midi, master o sinth, sono una componente essenziale se decidete di operare con i banchi suoni presenti nel synth della vostra scheda audio o in software come i VST. Nel caso in cui possediate un synth potete utilizzarlo sia per pilotare i suoni del computer sia in maniera tale che sia il sequencer stesso a pilotare la tastiera utilizzando i suoni a bordo. Per far questo bisogna verificare le connessioni normalmente sul retro della tastiera… in buona parte dei sinth sono presenti 3 connessioni circolari con su scritto MIDI IN , MIDI OUT, e MIDI THRU … ebbene il primo va collegato al connettore MIDI OUT della scheda audio e serve a ricevere gli impulsi dal sequencer, il secondo va collegato invece al connettore MIDI IN e serve ad inviare gli impulsi al sequencer e cioè farlo suonare direttamente dal computer con i suoni del sinth stesso, il terzo invece serve per collegare altre periferiche a cascata.

Con l’avvento dei sequencer software e dei dispositivi portatili come iPad, molte tastiere vengono commercializzate per fungere solo da controller, non hanno quindi alcun suono ma servono a pilotare dispositivi esterni. I produttori hanno potuto quindi investire in altri aspetti del dispositivo come ad esempio i controller, dotando tali tastiere mute di un’infinita di controlli.

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La tastiera in alto è la KeyLab 61 di Arturia, una delle migliori master keyboard che il mercato offre oggi e che Amazon vende a poco più di 400€. Con questa tastiera potrete controllare moltissimi aspetti degli strumenti virtuali che utilizzerete per le vostre composizioni (non solo Arturia)… con le drawbar virtuali potrete suonare un hammond virtuale come se fosse vero mentre le rotelline (knob) vi permetteranno di modificare in tempo reale i suoni di qualsiasi sintetizzatore software.

Siamo quindi giunti alla fine di questo approfondimento, spero che il tutto sia stato sufficientemente esaustivo. Non esitate a contattarmi nel caso in cui possa servirvi una consulenza più approfondita in merito. Se poi acquistate i vostri prodotti su Amazon utilizzando i link di questa pagina, mi garantite una piccola percentuale che mi sarà utile per proseguire il lavoro su questo sito, su quest’aspetto vi ringrazio per la collaborazione.